Alla scoperta di Rimini: il ponte di Tiberio

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Il ponte di Tiberio compie 2000 anni.

Il primo monumento in cui mi sono imbattuta, non appena sono arrivata a Rimini, è stato il ponte di Tiberio. 

Passeggiando lungo il canale, sono rimasta stupefatta dall’atmosfera magica che il ponte sprigiona e allora mi sono lasciata coinvolgere dalla sua storia. Lo sapevate che è anche chiamato ponte del diavolo?

La leggenda narra che Tiberio impiegò sette anni a costruirlo e che, stanco di quest’opera che sembrava non riuscisse a completare mai, fece un patto con il diavolo: accettò il suo aiuto in cambio del sacrificio della prima anima che avesse attraversato il ponte. Il giorno dopo, infatti, il ponte era terminato ma Tiberio tentò di prendersi gioco del diavolo facendo passare per primo un cane; il diavolo, infuriatosi, cercò di distruggere il ponte con dei calci, da  qui i segni di due zoccoli sulla balaustra tuttora visibili.

Verità o no, a distanza di 2000 anni dalla sua inaugurazione, il ponte di Tiberio resiste ancora e riesce sempre a creare stupore e meraviglia in chi lo ammira.

Fu realizzato tra il 14 e il 21 d.C. in pietra d’Istria, lungo 70 metri, composto da 5 arcate e rappresenta sicuramente uno dei simboli fondamentali del potere imperiale a Rimini, tra funzionalità e intento celebrativo.

Oggi, con il suo fascino e il gioco di luci e ombre che riesce a creare rappresenta uno dei monumenti di Rimini a cui non potete rinunciare!

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Quelle che vedete in foto sono le 208 boe che costituiscono l’installazione luminosa progettata da Gio Tirotto rappresentanti le nazioni del mondo. Un messaggio universale, quello di un mondo unito, che continua ad emozionare tutti; proprio per questo il comune ha deciso di mantenere l’installazione per più tempo rispetto al progetto originale.

Non perdete, quindi, l’occasione di stupirvi di fronte a così tanta bellezza.  

Ne ha parlato anche Artribune, una delle riviste più importanti di arte e cultura contemporanea.

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