Il mare prima dell’estate

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Vuota, silenziosa, protagonista. La spiaggia è la colonna sonora della vita dei riminesi anche fuori stagione.

La spiaggia di Rimini ha degli spazi immensi, è profondissima.

Per chi non è abituato a uno spazio che si estende a perdita d’occhio come questo, è impressionante vederla vuota – senza ombrelloni, lettini e senza le migliaia di persone che l’affollano durante la stagione. Il mare, ovunque, è sempre un elemento naturale emozionante – catalizzatore di sogni, di realtà immaginarie, di serenità quanto di nostalgia – ma quando fa da orizzonte a una distesa di sabbia così lunga, che riempie tutto lo spazio visivo possibile, si moltiplicano le sensazioni.

La spiaggia, a Rimini, è un richiamo per tutto l’anno per chi ha la fortuna di viverci. E’ un po’ un “rifugio” sempre presente. E non è “grande” solo fisicamente, perché sembra che con le sue centinaia di metri di profondità ci sia un posto per chiunque, anche idealmente. Probabilmente la sua forza evocativa aumenta, proprio col vuoto lasciato dagli stabilimenti disallestiti. E’ una spiaggia identitaria, che parla e che ascolta; è luogo di ritrovo, di passeggio, di gioco per i più piccoli e di relax per gli adulti che, ad estate finita, tornano alla vita normale, tra lavoro, routine, doveri e scadenze. Ecco: la spiaggia forse in questo è anche un protrarsi della spensieratezza dell’estate, anche a -2 gradi d’inverno e con le brine di febbraio. Un costante ricordo di quanto si è stati bene e dell’infinito potenziale di serenità che si prospetta nel prossimo futuro.

E’ primavera, manca pochissimo all’inizio della stagione balneare, e al viavai di persone, la musica, gli aperitivi, l’abbronzante nella borsa che poi si sporca tutto di sabbia, al sole battente… Sono le ultime occasioni per godersi un altro modo di vivere la spiaggia, quelle di queste settimane che precedono l’apertura degli stabilimenti. C’è un sole caldo ma non bollente, c’è l’odore di salsedine che comincia a rendere l’aria frizzante e la spiaggia si presenta in tutta la sua naturale bellezza. Si sentono le voci dei bagnini che hanno messo mano (da tempo) a badili e trivelle, ci siamo quasi… Ma che bella che è anche adesso, la riva così.

 

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